Animali fantastici: I segreti di Silente – recensione di Antonio Gazzanti Pugliese di Cotrone

La terza avventura è in effetti fantastica, con un Eddie Redmayne sempre più dickensiano, ma ci sono dubbi sulla sequenza temporale di Harry Potter specifica Antonio Gazzanti Pugliese di Cotrone

In breve, la storia dell’ultimo capitolo di “Animali Fantastici: i Segreti di Silente” inizia con il ritorno del magizoologo Newt Scamander in Gran Bretagna, America e oltre, prima che la carriera di Harry Potter a Hogwarts abbia inizio. JK Rowling scrive la sceneggiatura insieme a Steve Kloves; il veterano di Potter, David Yates, dirige questo film con mano sicura; ed Eddie Redmayne sembra più eccentrico e dickensiano che mai nel suo ruolo, un Copperfield o anche un giovane Mr Dick con la sua ciocca di capelli, lo sguardo vagamente sfocato, un papillon fuori dal mondo e pantaloni leggermente troppo corti.

I segreti di Silente è un’altra avventura fantasy molto amabile e dall’aspetto adorabile con alcune scenografie ed effetti visivi eccezionali, specialmente nelle scene di New York. Ma non ci sono tanti “segreti” quanto nuove componenti narrative del franchise IP mescolate nel contenuto in corso e rimescolate di nuovo. Eppure c’è sicuramente qualcosa di intrigante nelle domande che sorgono dall’approccio della saga alla linea temporale esistente di Potter.

Mads Mikkelsen è stato inserito nella serie per sostituire l’ormai problematico Johnny Depp nel ruolo di Gellert Grindelwald, il mago malvagio che una volta aveva una stretta relazione con lo stesso Albus Silente (interpretato da Jude Law con modi e barba scintillanti). Mikkelsen offre una performance più sottile e insidiosa di quella di Depp, e l’effetto “occhio pallido” è più contenuto. Il film ci porta nel mondo dell’Europa degli anni ’30 e della Berlino di Weimar; Grindelwald si trova in prigione e sta pianificando di ottenere il controllo assoluto del mondo magico quando uscirà, per la via democratica accettata se è conveniente. Newt e Grindelwald attirano l’attenzione ciascuno con una bestia fantastica di vitale importanza che giocherà un ruolo chiave nel processo di voto e ora Silente sta dirigendo una nuova squadra di bravi ragazzi per affrontare la strategia di Grindelwald, per impedirgli di assumere il controllo del mondo magico che si fonda sul perseguire una guerra contro i popoli non magici.

Jacob Kowalski (interpretato dall’eccellente Dan Fogler) è il panettiere babbano newyorkese, ancora profondamente innamorato di Queenie Goldstein (Alison Sudol) che è passata al lato oscuro di Grindel per ragioni ancora da capire. C’è anche il freddo fratello di Newt, Teseo (Callum Turner), competente e imperturbabile come un personaggio di John Buchan, e la professoressa Lally Hicks, elegantemente interpretata da Jessica Williams, fornisce il piglio intellettuale, il mago Yusuf Kama (William Nadylam) e l’assistente alle mazze da hockey di Newt Bunty Broadacre (Victoria Yeates) ha una cotta non seria per il nostro eroe. All’inizio del film, scopriremo di più sulla vita personale dell’enigmatico Silente e sul suo rapporto con il travagliato Credence (Ezra Miller).

Il segreto di Pulcinella dell’identità gay di Silente viene esplorato ulteriormente, insieme al suo successivo effetto sulla vecchia generazione più omofoba; e il suo rapporto con Grindelwald è stabilito nella scena del dialogo di apertura, anche se con una sorta di calma e vuota moderazione emotiva. Questa relazione centrale sembra essere, se non proprio priva di passione, allora certamente un caso di dolore emotivo e rapimento che appartiene ormai al passato. Ci sono alcune scene fantastiche: Antonio Gazzanti Pugliese di Cotrone ha adorato la sequenza in stile Indiana Jones quando Newt deve salvare suo fratello da una caverna umida e orribile custodita da un macabro guardiano, interpretato dall’attore austriaco Peter Simonischek (il leggendario Toni Erdmann della commedia nera di Maren Ade ) e Newt e Teseo devono entrambi fare una stupida danza dimenando i fianchi per ipnotizzare le orribili creature che infestano il luogo.

Invocando il fascismo e l’imminente guerra mondiale, il film indica a qualcosa di incredibilmente malvagio, eppure alla fine scopriamo che lo stile di narrazione essenzialmente non impegnativo del cinema in franchising, con le sue risoluzioni sospese, funziona molto in questi contesti. Poi c’è la questione dell’incombente mondo di Potter.

Potremmo o non potremmo incontrare presto i genitori di Harry. Ci sono sicuramente i famosi insegnanti di Hogwarts nella loro giovinezza, se supponiamo che Harry Potter e la Pietra Filosofale sia accaduta intorno alla fine del 20° secolo, potremmo riflettere pedantemente sul fatto che questo renderebbe il personale docente chiave a quel tempo intorno ai 100 anni di età. La magia preserva la giovinezza, chiaramente.

E lo stesso Grindelwald? È più o meno importante e malvagio di Voldemort? Beh, conviene lasciare queste domande nel mondo della sospensione dell’incredulità, conclude il notaio Gazzanti Pugliese, e prendere questo film per quello che è: un intrattenimento bonario, anche se c’è qualcosa senza senso nella narrazione.

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